Le storie affascinanti che riguardano le origini del Margarita sono tante quante le occasioni perfette nelle quali si può degustare questo fantastico cocktail caraibico.
L’unica soluzione a questo intricato mistero è scegliere la storia che preferisci.
La storia più accreditata è ambientata durante un matrimonio nel 1936, dove Daniel Negrete, bartender e proprietario del bar dentro al Garci Crispo Hotel, offrì come regalo di nozze questo cocktail alla cognata, la quale, guardacaso, si chiamava proprio Margarita.
La seconda storia è ambientata in Texas e nasce da un errore, ma anche dall’antica arte dell’improvvisazione. Sembra che una donna affascinante, durante una serata al bar Tommy’s Place a Juàrez, abbia chiesto un cocktail Magnolia al barman Pancho Morale; lui non conoscendo la ricetta, non si perse d’animo e, per non fare brutta figura, preparò un cocktail che ebbe un successo incredibile e che, per rimanere in tema floreale, chiamò Margarita.
Anche nella terza storia, come in tutte le storie che si rispettino, c’è di mezzo una donna affascinante. Siamo nel 1947 e Carlos Danny Herrera per sorprendere la showgirl Marjorie King, allergica a tutti gli alcolici, tranne che alla tequila, le preparò un mix liscio e salato che chiamò Margarita in suo onore.
La quarta, e ultima storia, ha per protagonista non una semplice donna, ma una Barlady, Margaret Sames, che nel dicembre 1948 inventò il cocktail ad Acapulco. Margaret miscelò Cointreau, tequila e succo di lime e, pensando che molte persone bevono tequila dopo aver leccato del sale, decise di aggiungere anche la crusta con cui tuttora si decora il Margarita in tutto il mondo.
Qualsiasi sia la storia che ti ha conquistato, resta il fatto che questo cocktail ha conquistato il mondo: acidità agrumata, dolcezza e un pizzico di sale lo rendono il simbolo della mixology messicana.